giovedì 28 maggio 2015

Tira e molla a prova di nervi dentro una tazzina di caffè

Troppo caffè, è convinzione diffusa renda nervosi. Da come è stato trattato il caffè da presunti giornalisti negli ultimi giorni, sul'orlo di una crisi di nervi rischiano però di trovarsi i malcapitati lettori. Nel giro di pochi giorni, pur di copiare & incollare a tempo di record su un argomento molto mediatico, sono infatti uscite tre notizie diametralmente opposte.

La trilogia del delirio da pubblicazione inizia il 25 maggio, con un grande conforto per tanti uomini. Notizia troppo allettante per essere ignorata, dalla facile presa, il caffè può essere un ottimo surrogato della pillola blu.


A far festa, il giorno dopo, non solo  venditori di caffè e baristi, ma soprattutto i farmacisti, pronti a rifarsi per il potenziale calo nelle vendite della magica pastiglia con un'esistenza prolungata dei propri clienti più importanti.

Un nuovo studio associa infatti il caffè a una sorta di elisir di lunga vita, grazie a una robusta dose di caffeina tutti i giorni.



Euforia collettiva destinata a durare poco però. Solo pochi giorni dopo arriva una vera e propria doccia fredda, ristretta.

Chi nei giorni precedenti aveva già fatto scorta di miscele assortite, mogli e amanti in prima fila, in previsione di nottate di festa senza scadenza, si è trovato di fronte a un improvviso razionamento del desiderio.

Fissato in quattro il limite della sicurezza, non resta che rientrare nei ranghi per quanto riguarda il numero di tazzine assimilata al giorno. Augurandosi di vedere inclusi anche gli autori degli articoli tra chi chiamato a darsi una regolata

lunedì 11 maggio 2015

La raffinatezza della speculazione alle spalle di Expo 2015

Parlare di bufale e disinformazione su Facebook è ormai peggio che sparare sulla Croce Rossa. Il vero danno per l'informazione, è proprio l'arroganza con cui sempre più spesso ogni situazione, purchè a elevata visibilità mediatica, viene strumentalizzata per fini personali.

In questo momento, niente può essere meglio di Expo 2015 per chi non chiede meglio che ottenere un po' di pubblicità a buon mercato.

Facile quindi per gli autori di Ciboprossimo accusare l'evento di rinnegare sin dalle origini il proprio credo, accusandolo senza appello di aver strappato terreni dichiarati senza esitazione come agricoli, in favore di quella che piace tanto definire speculazione.

Utile probabilmente La raffinatezprecisare, come in realtà l'unica speculazione sia da parte di chi prova a spacciare per agricoli terreni dove per decine di anni ha invece operato una raffineria grande come una città.