venerdì 13 luglio 2012

Speculazione edilizia da brivido a New York

La crisi economica è una gran brutta bestia e a farne le spese, soprattutto gli immobili e i relativi investimenti. Se fin a poco tempo fa acquistare un appartamento era una garanzia per il futuro, oggi può rivelarsi un affare, a patto che sia rimasto qualcosa da spendere.

Come sempre, New York dimostra di essere un passo avanti anche in questo. A meno che, ipotesi più probabile, sia il giornalista del Corriere.it a essere qualche passo indietro.

Nella città USA infatti, sembra che i prezzi siano ormai fuori alla portata di tanti, così che gli appartamenti risultino troppo grandi, quindi costosi, e di conseguenza invenduti.

Quello che non ci si potrebbe aspettare è quanto siano messi male i newyorchesi. Al punto da proporre a tutti noi fortunelli euro-dotati un investimento irripetibile. Forse a Manhattan e dintorni quella cifra è difficile da raccogliere, ma altrove trovare duemila dollari per un monolocale non dovrebbe essere un'impresa. Certo, l'autore precisa che possono volercene anche oltre, ma forse varrebbe la pena di osare. 

mercoledì 11 luglio 2012

Da cacciatori di talenti a prede di un Leopardo

Sono tempi duri per le squadre di calcio italiane, e per il Milan in particolare, orfano di iniezioni di contanti a tutto spiano.
Di fronte a emiri e investitori di ogni parte, riuscire a trattenere in squadra i migliori giocatori è sempre più un'impresa.


Emblematica in tal senso la vicenda del difensore Thiago Silva a cui tanti stanno dando la caccia a suon di milioni di euro. 


Fino a quando è possibile resistere, per i tifosi è lecito sperare, ma c'è un limite oltre il quale non è proprio possibile andare


Secondo quanto riporta La Stampa, questo limite non è necessariamente monetario. Chi infatti avrebbe il coraggio di opporsi all'insistenza di un animale aggressivo come il Leopardo?

mercoledì 4 aprile 2012

Va da via i chiampions


Gli svarioni più o meno grandi registrati da un pezzo di storia dell'informazione in Italia come ANSA stanno diventando una simpatica abitudine.
Quello che accompagna l'uscita di scena del Milan dalla ribalta europea riesce a combinare efficacia e sarcasmo, anche se involontario.

L'attaccamento dei rossoneri alla principale competizione europea non è mai stato un segreto, quindi ogni volta che si registra una sconfitta, la delusione è ancora più grossa.

Per questa volta volta i tifosi potranno però consolarsi sapendo di essere stati eliminati da una Coppa decisamente insolita. Oppure, l'autore del titolo si è ispirato all'esclamazione probabilmente sfuggita a tanti rossoneri più volte nel corso della partita, dal misterioso secondo rigore, alla bizzarra meteora di nome Pato o alla enigmatica presenza sul campo di tale Ibrahimović.

Per tutti, la stessa invocazione richiamata dal titolo: Va a dà via i chiampions.

giovedì 12 gennaio 2012

Colpo a vuoto in difesa dei taxisti

La prospettiva di perdere un privilegio è sempre fonte di grandi proteste, tanto più grandi quanto più si protrae da tempo detto privilegio.

Di fronte all'eventualità di vedere liberalizzato il proprio settore, i taxisti sembrano pronti a provarle tutte, meglio ancora se si parla di vie poco ortodosse.

Qualcuno a La Stampa ha pensato di dare voce alle loro ragioni, ma il risultato, almeno dal titolo, non sembra esattamente a favore della categoria. Chi non sarebbe interessato alla liberalizzazione di un settore dove ogni 12 ore in auto si portano a casa 1.600 euro? Adesso è più facile capire il perchè di tanta paura verso il cambiamento.

giovedì 24 novembre 2011

Forse, magari potrebbe essere vero. Ma anche no

Una delle lezioni più importanti dei corsi di giornalismo riguarda l'affidabilità della notizia e di conseguenza la credibilità dell'autore.

In questo caso, meglio parlare proprio di autore più che di giornalista vista la professionalità dimostrata.

Una regola base del mestiere vuole che se la notizia c'è si pubblica, altrimenti si lascia stare. Soprattutto, un giornalista può definirsi tale quando l'utilizzo del condizionale è effettivamente giustificato dal contesto e non diventa una sorta di scudo di fronte a probabili svarioni. In pratica, o la notizia è confermata e allora si usa il presente o la fonte non è verificabile e allora non si pubblica.

La smania di strillare un titolo o di sgomitare nel magico mondo delle 'cose' pubblicate online porta però ad abitudini nel migliore delle ipotesi definibili curiose.

Nel caso specifico, la possibilità di aver pubblicato qualche cosa di non vero fa addirittura parte del sommario. In pratica, il fautore di questo capolavoro pretende di dare una notizia mettendone in dubbio l'affidabilità. Cioè, mette in discussione sè stesso.

Grandioso esempio di autocialtroneria. Senza condizionale.


lunedì 19 settembre 2011

Supplemento di lavoro tra scuola e Tar


Quando si parla di scuola, l'attenzione alla lingua italiana dovrebbe essere ai massimi livelli. A maggior ragione, quando se ne parla su un quotidiano. Per giunta, uno di quelli più noti d'Italia.

Oppure, forse è proprio per dare uno spaccato più fedele della scuola italiana, e del livello di un certo giornalismo nostrano, che Corriere.it ha saputo abilmente racchiudere il tutto in una parola all'interno del titolo.

Certo, resta il dubbio di come mai riusciranno a combinarsi i professori, la scuola e questi misteriosi supplementi. Con buona pace dei supplenti, ancora una volta bistrattati.


Giustizia da marciapiede

Non solo a Napoli, ma i n tutta Italia, gli Enti Pubblici devono affrontare grandi difficoltà dal punto di vista economico. Anche i protagonisti della cronaca recente d'altra parte non se la passano tanto ben, Quello che però succede nel capoluogo della Campania sembra andare oltre ogni immaginazione.

Secondo quanto riportato da Corriere.it infatti, i tempi degli uffici sfarzosi e delle grandi auto impiegate dai personaggi alla ribalta sono un ricordo del passato.

Come precisa accuratamente la didascalia, il Sig.Bisignani non se la passa più tanto bene al punto da girare con un comunissimo scooter, spacciato per qualche strana ragione come automobile.

Ma a sorprendere, sono le condizioni in cui si ritrova a lavorare nientemeno che un Gip, con un ufficio ridotto a una precaria bancarella circondata da veicoli posteggiati casualmente e l'immancabile accumulo di rifiuti.

giovedì 19 maggio 2011

La versione bellica dell'uomo cannone

In quella miniera di strafalcioni che si sta rivelando Corriere.it, l'ultimo regalo arriva da un giornalista alle prese con il conflitto in corso il Libia. Lo scontro deve essere certamente cruento e diverse persone ci stanno rimettendo la vita. Tra questi sfortunati però, uno in particolare risulta vittima di un incidente decisamente fuori dal comune.

Un francese sarà infatti ricordato non per particolari meriti ma per essere stato vittima di un "corpo di arma da fuoco".

Difficile immaginare di cosa possa trattarsi in realtà. Forse, di una sorta di arma messa a punto da combattenti a corto di mezzi che hanno così pensato di arrangiarsi al meglio, sacrificando un compagno circense e adattandolo a un particolare tipo di uomo cannone.

Fatto sta che in una questione tanto delicata, un po' più di attenzione difficilmente potrebbe risultare fuori luogo.

giovedì 12 maggio 2011

Mille ragazzi saggi, un giornalista superficiale

Qualche giorno fa, gli studenti di Busto Arsizio e dintorni sono scesi in piazza per un'iniziativa tanto insolita quanto lodevole.

Invece della usuale manifestazione di protesta contro qualcosa, hanno voluto dimostrare compatti impegno e forza di volontà contro l'avanzata delle cosche mafiose in Lombardia.

Iniziativa in grado di sostenere da una parte il lavoro svolto proprio in quei giorni dalle forze di polizia, con diversi blitz di successo, e dall'altra di dimostrare come sia possibile frenare il fenomeno senza stare a guardare.

Chi invece sembra aver preso con una certa superficialità l'evento è l'autore dell'articolo, o almeno quello del titolo nell'articolo pubblicato su Corriere.it.

Sembra infatti non sia stata posta grande attenzione a verificare dove si trovi in realtà Busto Arsizio. Invece di affidarsi all'intuito o a un fugace sguardo a una cartina, o magari alla consulenza del primo passato nei paraggi, spendere qualche secondo ad approfondire (magari sul Web visto che si tratta di una testata online) l'esatta posizione di Busto Arsizio (per la cronaca, in provincia di Varese) sarebbe risultato utile a infondere un sentimento di professionalità nei confronti dell'autore.

Avrebbe potuto così scoprire, probabilmente con una certa sorpresa, che collocarla nel milanese equivale più o meno a sostenere che Salerno si trova nel napoletano.

martedì 12 aprile 2011

Le strane mutazioni degli scienziati cinesi


Tra i fondamenti del giornalismo che in genere vengono (o dovrebbero) essere insegnati alle nuove leve, oltre ai principi dell'etica del mestiere, rientra un buon rapporto con la grammatica e la sintassi.

In particolare, tra i casi didattici citati come esempio di errori grossolani, rientra l'utilizzo del termine
suo (in questo caso loro) al posto del più corretto proprio.

Senza la pretesa di entrare nei dettagli della questione da un punto di vista rigorosamente stilistico, anche gli insegnanti più accondiscendenti in certe situazioni non transigono, soprattutto al fine di evitare brutte figure. Se da una parte molto spesso si tratta di applicare un linguaggio magari meno puro ma più vicino a quello parlato dalla gente e quindi più facile da capire, l'uso disinvolto porta facilmente a curiose ambiguità.

Un esempio interessante lo fornisce questa volta il sito di la Repubblica, dove da una certa superficialità nell'affrontare l'argomento, e dalla quale emerge una considerazione non esattamente elevate dei possibili lettori, ne deriva una notizia effettivamente insolita.

Da come è stato scritto il sommario infatti emerge che dei ricercatori cinesi, per ragioni che sarebbe interessante scoprire, a seguito di una manipolazione genetica hanno probabilmente ottenuto risultati ben diversi da quelli attesi.

E' infatti clamoroso scoprire come a seguito dell'operazione gli stessi scienziati si siano messi non solo a produrre latte, ma che si tratti anche di latte materno. Resta poco chiaro il legame tra la manipolazione delle mucche e il fatto che i ricercatori si siano messi a produrre latte, ma su questo è meglio non indagare.